L'inventore del paracadute e' dalmata

Glottologo, storiografo, politico, ingegnere esperto di fortificazioni, e letterato, Fausto de'Veranzio è il tipico rappresentante della cultura enciclopedica dalmata degli intellettuali del Seicento.Dotato di un notevole spirito innovativo e pratico, contribuisce al progresso scientifico e tecnico.

paracadute

Grazie allo stile chiaro e preciso dei suoi scritti, è considerato uno dei primi divulgatori del pensiero scientifico. paracaduteNasce a Sebenico nel 1551 in una famiglia forse originaria dalla Bosnia. Studia e si laurea in giurisprudenza a Padova ed accoglie l'invito dello zio, reggente d'Ungheria, di trasferirsi prima a Buda e poi a Praga. Alla corte di Rodolfo II di Boemia è nominato comandante della fortezza di Veszprém dove apprende le tecniche militari e prende dimestichezza con le macchine belliche. In seguito svolge importanti incarichi a Praga e a Vienna e nel 1591 gli viene assegnato il castello e la signoria di Jablacz nell'Erzegovina.

Nel 1594, in seguito alla morte della moglie, si ritira in un monastero. Viene eletto vescovo in partibus di Canadium in Ungheria, ma non potrà mai prendere possesso della diocesi a causa dell'invasione dei Turchi. Si trasferisce a Sagh ed a Lelesz, ricevendo dall'Imperatore importanti nomine ecclesiastiche.

Spirito irrequieto, dopo un anno lascia il seggio vescovile e si reca in Italia per continuare la vita di libero letterato. Realizza una serie di opere filologiche, storiche e letterarie, ed esegue precisi disegni delle sue invenzioni e tracciati dei viaggi compiuti tra Roma e Venezia. A Venezia inventa il paracadute ed attira l'attenzione dei contemporanei lanciandosi da un campanile.

Nel 1595 a Venezia esce il suo Dictionarium quiunque nobilissimarum Europae linguarum: Latinae, Italicae, Germanicae, Dalmaticae et Ungaricae che è uno dei primi lavori filologici del genere. In questo libro, per la prima volta viene descritto il lessico della lingua ciacava parlata in Dalmazia. Nel 1606 pubblica un libro in lingua ciacava: Storia di alcune vergini valorose.

Il suo capolavoro resta però le Machinae novae, addita declamatione Latina, Italica, Gallica, Hispanica et Germanica, nel quale illustra con disegni dettagliati le sue invenzioni. Il libro, uscito a Venezia nel 1616, ha avuto varie edizioni e traduzioni, e le sue invenzioni sono citate e riprese da molti autori del tempo. Si tratta di 68 invenzioni e tra queste: modi di cuocere il pane senza forno e di lessare carne senza pignata, orologi a sole, a fuoco ed acqua, dragaggi, impianti militari, macchine da guerra, ma anche un ponte sospeso (ancora non costruito) e l'homo volans, cioè il paracadute (idea che venne anche a Leonardo).

Inoltre, mulini, segherie, ponti, traghetti, setacci per l'agricoltura, telai, torchi per il vino, "mola per li stampatori" utile per alleviare la fatica degli addetti all'attività editoriale.Inventa una serie di oggetti ad uso quotidiano, come la cintura di salvataggio, le turbine ed alcuni mezzi di trasporto allora sconosciuti, migliora una serie di macchine agricole ed utilizza la forza motrice dell'acqua e del vento. Salvo il paracadute, molte delle sue invenzioni non sono state mai realizzate.

Nel 1616 pubblica a Venezia, sotto pseudonimo, l'opera Logica nova suis ipsius instrumentis formata et recognita, nella quale critica il luteranesimo. Il libro gli procura critiche velenose da parte di Marco Antonio de'Dominis e lo porta in contatto con Tommaso Campanella. In quell'anno lascia Roma per stabilirsi a Venezia, dove si ammala e muore nel 1617. Secondo le sue ultime volontà è sepolto in una valle vicino a Sebenico insieme al libro che scrive nell'ultimo periodo della sua vita, Storia della Dalmazia. Rimangono inedite tre opere storiografiche: Storia della Dalmazia, Regulae Cancelleriae Regni Hungariae e Dodici Vergini Sante. Il libro storiografico Illyrica historia è andato perduto.

 

Opere:Dictionarium quinque nobilissimarum Europae linguarum, Latinae, Italicae, Germanicae, Dalmatiae, & Vngaricae, Venetiis, Apud Nicolaum Morettum, 1595, 1971, 1992. Machinae nouae Fausti Verantii siceni. Cum declaratione latina, italica, hispanica, gallica, et germanica, Venetiis, s.n., 1615, 1965, 1968, 1983. Logica nova. Suis ipsius intrumentis formata et recognita, a Fausto Verancio episcopo Chanadii Venetiisapud Ambrosium, & Bartholomeum Dei, Venetiisex typographia Ambrosii dei, 1616.

Introduzione al blog

Cari amici,

l'intento di questo blog è quello di parlare a entrambe sponde dell'Adriatico: ai lettori che amano sia l'Italia che la Dalmazia. Indissolubilmente legate dalla loro storia e cultura, la Dalmazia e l'Italia oggi condividono molte informazioni turistiche, ma poca attualità: chi sono i cantanti, gli scrittori, quali sono gli eventi che modellano le due società? Qual'è il futuro, unitario ed europeo? E' proprio di questo che parleremo in questo blog, che sarà di aggiornamento periodico. Fateci sapere che ne pensate.

Buona lettura!

jjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjjj